Sottoporsi periodicamente a controlli otorinolaringoiatrici (ogni 6-8 mesi). La presenza della protesi o di una sua parte all’interno del condotto uditivo determina, infatti, un possibile ristagno di cerume che deve essere periodicamente rimosso.

Se tra protesi e membrana del timpano è presente cerume abbondante l’apparecchio non funziona bene e può “fischiare”(effetto Larsen). Possono essere utilizzati anche farmaci per prevenire la formazione del “tappo” e strumenti per l’igiene personale dei condotti uditivi.

Eseguire un esame audiometrico almeno una volta all’anno.

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Pulire sempre accuratamente la protesi acustica in particolare quella endoauricolare per rimuovere ogni possibile detrito in grado di penetrare all’interno dell’apparecchio. Nelle protesi retroauricolari è invece necessaria una attenta igiene della parte che entra nel condotto uditivo (la chiocciola di materiale plastico).

E’ possibile che portando la protesi compaia prurito all’interno dell’orecchio: potrebbe trattarsi di una dermatite del condotto.

Per prevenire dermatiti dei condotti uditivi (eczema) è utile cospargere la superficie della chiocciola o della protesi endoauricolare con gocce auricolari o lozioni a base di cortisone.

Dopo un certo periodo di tempo il condotto uditivo esterno può cambiare forma, per cui la chiocciola o la protesi potrebbero uscire frequentemente dal condotto o “fischiare”. In questi casi è necessario consultare il proprio audioprotesista per riadattare la protesi alla nuova condizione.

E’ estremamente importante seguire scrupolosamente i consigli dell’audioprotesista relativamente ai controlli tecnici dell’apparecchio.