La situazione clinica in cui è maggiormente indicata l’applicazione di una protesi acustica è rappresentata dalla Ipoacusia percettiva involutiva senile (presbiacusia).

La percezione dei suoni è un fenomeno complesso che presuppone la perfetta integrità di diverse strutture.

Il segnale bioelettrico che si genera nella chiocciola viene infatti trasportato dal nervo acustico alle aree acustiche del cervello dove viene codificato, decodificato ed infine interpretato come sensazione uditiva cosciente e dotata di precisi significati.

L’organo dell’udito va incontro ad un precoce invecchiamento forse poiché è sempre sottoposto a continue sollecitazioni.

Con l’avanzare del tempo la capacità uditiva diminuisce progressivamente.

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Il paziente affetto dalla presbiacusia non si accorgerà di particolari problemi uditivi sino a quando la perdita uditiva non supererà la soglia di 35 db circa definita soglia di idoneità sociale; al di sotto di tale livello di udito, infatti, il soggetto comincerà a riferire i primi problemi di percezione e comprensione della voce parlata.

La descrizione del fenomeno è tipica: i pazienti riferiranno infatti di sentire i suoni ma di non capire le parole.

Nella progressione della presbiacusia compariranno successivamente altri problemi legati ad un progressivo deterioramento delle aree acustiche del cervello legate alla percezione uditiva.

Se per troppo tempo queste aree dell’encefalo non ricevono dall’orecchio adeguati stimoli, perdono progressivamente la capacità di interpretare il suono e di riconoscerne i più intrinseci contenuti; per questo fatto sarà importante adire in tempi precoci alla applicazione di idonee protesi acustiche.

L’indicazione dell’applicazione della protesi acustica viene di norma stabilita dall’otorinolaringoiatra o dall’audiologo.